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Cronaca

Agri School 2026: la Sicilia esempio di eccellenza

redazioneredazione
24 aprile 2026
4 min di lettura
Agri School

CATANIALa Sicilia una delle regioni pioniere dell’agricoltura sociale e dell’orticoltura terapeutica. Tante esperienze a confronto per valorizzare modelli lavorativi di reinserimento di persone con grandi fragilità, guardando in particolare i soggetti con disturbo dello spettro autistico.

Agri School Expo

Si è tenuto, oggi, all’aula magna del Di3A dell’Università di Catania la sesta edizione di AgriSchool Expo, dal titolo “Coltivare benessere: agricoltura sociale e orticoltura terapeutica”. L’evento ha confermato il ruolo centrale della Sicilia nella sperimentazione di modelli che uniscono la terra alla cura della persona, con un’attenzione particolare al progetto “Let’s Go Autism”.

Gli interventi

La giornata si è aperta con i saluti istituzionali del professore Mario D’Amico, Direttore del Di3A (Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente), che ha sottolineato l’eccellenza dell’ateneo catanese nel campo della ricerca applicata al sociale, e l’introduzione di Salvatore Cacciola, Presidente della Rete Fattorie Sociali Sicilia BioAS, che ha dato il via ai lavori delineando le nuove sfide del comparto.

Di rilievo anche l’intervento di Bruno Lo Bianco, dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, che ha coordinato la tavola rotonda sui percorsi formativi, evidenziando il legame necessario tra istituzioni regionali e progetti di inclusione sul territorio.

Il premio

Durante la mattinata è stato conferito il Premio “Ambrogio Vario”, un riconoscimento dedicato alla memoria di una figura simbolo dell’agricoltura sociale italiana. Ambrogio Vario, agricoltore e animatore sociale campano, è stato tra i pionieri e fondatori di BioAS (Associazione Nazionale Agricoltura Sociale). La sua vita è stata dedicata a dimostrare come il lavoro agricolo possa riscattare la dignità umana e sottrarre territori al degrado, promuovendo un modello di agricoltura biologica capace di accogliere e rigenerare.

Cacciola: “Ricerca e momenti operativi”

Nel corso del dibattito, il Presidente Salvatore Cacciola ha voluto rimarcare il percorso di crescita della rete regionale: “Siamo giunti alla sesta edizione di questo appuntamento. In Sicilia abbiamo iniziato molto tempo fa; oggi l’Agri School Expo è un’iniziativa che tende a far conoscere le realtà siciliane e a confrontarle con il mondo della ricerca. Il focus di quest’anno è l’orticoltura terapeutica.

Abbiamo cercato di mettere insieme i momenti del convegno, quindi della ricerca scientifica, con i momenti operativi. Il Di3A dell’Università di Catania, tra l’altro, è stato uno dei primi dipartimenti in Italia a occuparsi di questa tematica, tant’è che nella valutazione della ‘Terza Missione’ – quella che lega l’Università al territorio – il dipartimento di Catania si è posizionato subito dopo grandi atenei come Bologna e Padova, primi nel Mezzogiorno d’Italia per l’impegno sociale.”

“Cosa vuol dire terapia?”

Un contributo tecnico e umano di rilievo è giunto dalla professoressa Daniela Romano, Ordinario di Orticoltura e Floricoltura presso l’Università di Catania, che ha approfondito il legame tra ambiente e salute: “Oggi parliamo di agricoltura sociale ma soprattutto di orticoltura terapeutica. Cosa vuol dire terapia? Vuol dire prendersi cura delle persone. Il contatto con le piante, la cura del verde, il vivere in un ambiente naturale migliorano sicuramente la qualità della vita di tutti, ma in modo particolare dei soggetti che hanno delle fragilità. È un’attività che portiamo avanti con le scuole superiori di Catania, proprio perché unire la dimensione etica alla dimensione produttiva, con prodotti di alta qualità, è la sfida del futuro.”

Biodiversità

Sessione pomeridiana a Misterbianco, in un bene confiscato alla mafia dove ha sede la Fattoria Sociale Orti del Mediterraneo. Il professore Ferdinando Branca, Associato di Orticoltura e Floricoltura presso il Di3A dell’Università di Catania, che ha coordinato i workshop operativi, guiderà i partecipanti in un percorso tecnico dedicato alla biodiversità e al recupero delle piante alimurgiche, sottolineando come la conoscenza scientifica delle specie vegetali possa tradursi in strumenti concreti per la riabilitazione e l’inclusione sociale.

L’evento, realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per le Disabilità e finanziato dalla Regione Siciliana, ha permesso di toccare con mano le potenzialità del progetto “Let’s Go Autism”. Grazie alla rete tra istituzioni, università e associazioni come “Un futuro per l’autismo”, l’agricoltura si conferma ponte verso l’autonomia e l’inclusione lavorativa.

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