Gli Orti della Susanna potrebbero diventare “pubblici”. La Città Metropolitana di Catania intende acquisire la vasta area libera a rischio cementificazione all’interno del quartiere di Cibali. Una volontà che al momento resta tale ma che rappresenta la volontà concreta da parte della giunta Trantino di non perdere l’occasione di dotare Catania di un parco urbano che restituirebbe verde e spazi pubblici.
“Stiamo formalizzando una proposta d’acquisto per gli Orti della Susanna a Cibali – afferma lo stesso sindaco Metropolitano. Abbiamo avviato una trattativa già da un paio di mesi e siamo definendo gli ultimi passaggi. Nel caso di esito favorevole, naturalmente apriremo un dibattito con la città per la gestione e destinazione a verde del comparto”.
Plauso del Movimento per l’Autonomia, tra i fautori in aula consiliare e non solo, della necessità di “salvare” gli Orti di Cibali da speculazioni edilizie. “La decisione della Città Metropolitana di avviare formalmente il percorso per l’acquisizione degli Orti della Susanna è una notizia importante per Catania. È un primo risultato concreto di una battaglia che abbiamo sostenuto con convinzione, quando ancora il destino di quest’area sembrava sospeso tra il rischio di nuove edificazioni e la possibilità di restituirla definitivamente alla città”, dichiara il deputato regionale di Mpa Grande Sicilia, Giuseppe Lombardo.
“Su questo tema il Mpa ha avuto una posizione chiara fin dall’inizio. Già lo scorso anno avevamo indicato un percorso alternativo alla paventata ipotesi di speculazione edilizia in quell’area. Nei mesi successivi abbiamo continuato a lavorare, coinvolgendo cittadini, associazioni e istituzioni, sostenendo la petizione popolare e promuovendo iniziative sul territorio. Anche il Consiglio comunale ha dato un segnale importante, esprimendosi unanimemente a favore di un percorso di tutela e valorizzazione dell’area”.
Per Lombardo, il tema centrale diventa quello delle risorse necessarie a completare l’acquisizione: “Il decreto rappresenta l’inizio, non il punto di arrivo. Occorre individuare le risorse e costruire un progetto capace di coniugare tutela ambientale, rigenerazione urbana e servizi per la collettività”.




