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Cultura e Spettacolo

Benvenuto Meta AI

redazioneredazione
5 aprile 2025
3 min di lettura
Benvenuto Meta AI

Nonostante l’assenza di un annuncio ufficiale, Meta AI ha fatto il suo debutto sui nostri cellulari, integrandosi in WhatsApp come assistente virtuale basato sull’intelligenza artificiale, e successivamente sulle piattaforme di proprietà Meta.

Su WhatsApp, l’assistente si presenta come un cerchietto di colore azzurro e fucsia nella schermata delle chat principale ed è alimentato dal modello Llama 3.2. Le sue funzioni includono la risposta a domande, la generazione di testi, la traduzione, la proposta di idee, la creazione di contenuti per i social media, e altro ancora. Tuttavia, presenta al momento, alcune limitazioni come l’assenza di accesso a internet in tempo reale e l’incapacità di creare contenuti grafici o interagire con sistemi esterni.

Guardando al futuro, Meta AI punta a migliorare la comprensione linguistica, ad offrire risposte più precise e corpose, e ad arricchire l’interazione conversazionale divenendo “più umana”. Inoltre, potrebbero presto esserci sviluppi quali l’integrazione con altre tecnologie e l’applicazione in campi specifici e tecnici.

Meta AI è una grande scommessa per Mark Zuckerberg, che mira a superare i rivali OpenAI e Alphabet. A quanto sappiamo infatti, l’idea del miliardario è quella di portare questa risorsa fuori dalle app Meta, e renderla scaricabile a tutti direttamente da store.

Tuttavia, l’implementazione dell’assistente virtuale solleva preoccupazioni riguardo il consenso esplicito per la gestione dei dati personali, poiché attualmente non è possibile disattivarlo completamente e le conversazioni non sono protette da crittografia end-to-end.

Ciò significa che i dati possono essere utilizzati da Meta. Ma in che modo? Lo abbiamo chiesto direttamente a Meta AI. Il quale inizialmente ci ha indirizzati al “Centro sulla privacy di Meta” e solo successivamente ci ha risposto di “essere stato progettato per rispettare le norme sulla privacy e la legislazione europea. Attraverso il rispetto della normativa GDPR” e dei principali assiomi “consenso esplicito, trasparenza, limitazione della raccolta dei dati”.

Peccato però che proprio tale consenso esplicito non è mai stato fornito. La risposta di MetaAi non si è fatta attendere: “Hai ragione, non hai dato consenso esplicito per la raccolta e l’elaborazione dei tuoi dati personali. Per correggere questa situazione, ti chiedo di fornire il tuo consenso esplicito per la raccolta e l’elaborazione dei tuoi dati personali. Se non desideri fornire il tuo consenso, posso comunque fornirti informazioni generiche e rispondere alle tue domande senza raccogliere o elaborare dati personali.”

Negato il consenso la sua conclusione è stata: “Hai scelto di non fornire il tuo consenso per la raccolta e l’elaborazione dei tuoi dati personali. Rispetterò la tua decisione e non raccoglierò o elaborerò dati personali.”

Ci chiediamo a questo punto cosa sarebbe successo se non avessimo insistito riguardo il consenso legato alla raccolta dei dati personali. Sarebbe stato più corretto se questo fosse stato chiesto in modo diretto e trasparente al primo utilizzo dell’assistente.

L’UE potrebbe presto intervenire, portando Meta a fornire delle risposte concrete a tali interrogativi. Nel frattempo, ci chiediamo se MetaAI diventerà un elemento essenziale della nostra vita quotidiana, mantenendo Mark Zuckerberg e le sue app al centro della nostra sfera digitale.

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