Sottoposto in queste ore alla prova dello stub dai carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Messina, l’indagato per l’omicidio dei tre cacciatori uccisi a colpi di fucile la settimana scorsa a Montagnareale, sui Nebrodi.
Si tratta dell’amico di Antonio Gatani, la vittima più anziana delle tre, l’indagato avrebbe accompagnato nel bosco l’amico per una battuta di caccia e ha poi riferito di essersi allontanato e di non sapere nulla della sparatoria che ha coinvolto i tre uomini, l’anziano e i due fratelli Giuseppe e Devis Pino.
La sua posizione è stata sin dall’avvio delle indagini approfondita dagli inquirenti che, con accertamenti balistici ed esami medico legali, stanno tentando di capire cosa sia accaduto. All’indagato sono stati sequestrati i fucili da caccia e anche alcuni indumenti. L’uomo era stato sentito dai carabinieri subito dopo gli omicidi come testimone, quindi senza l’avvocato, ma le dichiarazioni rese allora potrebbero essere inutilizzabili. Intanto sono state restituite alle famiglie le salme, sulla vicenda continua a indagare la procura di Patti.





