A circa tre metri e mezzo sotto il pavimento della storica chiesa catanese Santuario di Santa Rita, si custodisce un patrimonio di ambienti sotterranei, antiche camere sepolcrali, volte in pietra lavica e testimonianze di rituali funerari ormai scomparsi. Un luogo nel quale architettura, spiritualità e memoria collettiva si intrecciano, restituendo un capitolo poco conosciuto della storia della città.
L’ Antico Ipogeo della Chiesa di Sant’Agostino, oggi Santuario diocesano di Santa Rita sarà inaugurato il 9 novembre, alle ore 18, dopo i recenti lavori di restauro e recupero, alla presenza dell’arcivescovo di Catania, monsignor Luigi Renna. Un luogo di grande valore storico e culturale che torna a essere accessibile al pubblico grazie a un progetto di valorizzazione che coniuga ricerca, tecnologia e divulgazione.
L’iniziativa propone un’esperienza unica nel suo genere, arricchita da un percorso visivo e digitale realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Catania, al centro dell’allestimento c’è un’installazione video che ricostruisce le vicende dell’ipogeo e le trasformazioni attraversate nel corso dei secoli, accompagnando i visitatori alla scoperta delle diverse stratificazioni storiche del sottosuolo catanese.
La tecnologia diventa così uno strumento per avvicinare il pubblico al patrimonio storico, offrendo nuove chiavi di lettura attraverso immagini, strumenti digitali e contenuti sonori. L’installazione entra a far parte del circuito museale ecclesiastico “Pulcherrima”, promosso dall’Arcidiocesi di Catania.
L’intervento nasce dalla collaborazione tra docenti e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catania, con il sostegno della presidente Lina Scalisi e del direttore Gianni Latino, ed è un esempio, secondo la Scalisi, della funzione pubblica dell’Accademia e dell’utilizzo delle tecnologie come strumenti di conoscenza.
L’apertura dell’Antico Ipogeo diventa così un’occasione unica per riscoprire una parte della storia della città, che viene restituita alla fruizione di tutta la comunità.




