Quattrocentoventi dipendenti della Città Metropolitana di Catania sono in stato di mobilitazione formale dopo mesi di sollecitazioni rimaste senza riscontro concreto. Al centro della vertenza salari, diritti e valorizzazione professionale del personale: dai differenziali stipendiali (ex PEO) per gli anni 2023, 2024 e successivi, alla produttività 2024, dalle progressioni verticali in deroga al welfare 2025, fino alle indennità di maneggio valori e alle indennità di rischio e disagio per l’anno 2024.
“Non siamo più disponibili ad accettare rinvii e promesse disattese – dichiarano congiuntamente Concetta La Rosa (Fp Cgil), Danilo Sottile (Cisl Fp), Mario Conti (Uil Fpl) e Stefano Grasso, responsabile provinciale Csa –. Dopo incontri, verbali e impegni formali, lo stato dei fatti è sotto gli occhi di tutti: nessuna risposta concreta, nessun atto conseguente. Lo stato di agitazione è una scelta obbligata, non ideologica”.
Le organizzazioni sindacali sottolineano come la decisione assunta dall’assemblea rappresenti un segnale di responsabilità e determinazione da parte dei lavoratori, che chiedono il rispetto degli accordi e l’immediata attivazione delle procedure contrattuali previste. “La Città Metropolitana non può permettersi di tenere bloccate professionalità, risorse economiche e diritti – proseguono i segretari –Serve un cambio di passo immediato. In assenza di risposte rapide e verificabili, la mobilitazione sarà inevitabilmente rafforzata”





