Pena ridotta in Appello a 9 anni, ma anche in secondo grado regge l’accusa di appartenenza a Cosa Nostra per Laura Bonafede, per tanti anni amante di Matteo Messina Denaro.
La Bonafede non era solo una delle tante amanti di Matteo Messina Denaro, era anche una donna pienamente partecipe delle dinamiche e dell’organizzazione Cosa nostra. Lo ha deciso la Corte d’Appello di Palermo, che ha portato a 9 anni, quasi due e mezzo in meno rispetto al primo grado dove la maestra aveva avuto 11anni e 4 mesi,
Bonafede è figlia del capomafia del paese Leonardo Bonafede, morto nel 2020, moglie di un ergastolano, Salvatore Gentile, condannato per un omicidio commissionatogli proprio da Messina Denaro, cugina del geometra Andrea Bonafedeche ha prestato l’identità al boss per curarsi e madre di Martina Gentile, anche lei condannata – ma a tre anni – per favoreggiamento e procurata inosservanza di pena, reati non aggravati dall’agevolazione di Cosa nostra.
Davanti al Gup la Bonafede ha provato a minimizzare il suo rapporto col latitante, andato avanti, secondo l’accusa, per decenni e fino a qualche giorno prima della cattura di Messina Denaro,




