Nuovi risvolti sulla tragedia di Pistunina, gli accertamenti scientifici hanno svelato che alcuni dei resti ossei recuperati tra le macerie della palazzina, appartengono a Santino Magazzù, ferroviere in pensione e marito di Rosa Leone.
A stabilire l’identità sono stati gli specialisti del reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri di Messina, che hanno comparato il Dna estratto dai reperti con i campioni genetici dei familiari.
Nessun elemento invece al momento è riconducibile a, l’uomo che lavorava come collaboratore domestico per la famiglia Leone e che rimane l’unico disperso.
Sul fronte giudiziario continua l’analisi dei dati estratti dai telefoni dei tre indagati: gli imprenditori Pasquale D’Alì e Alessandro Panarello e l’ingegnere Pietro Leone. Per loro l’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.




