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Dal barcone alla cucina, la storia di Abdallah riaccende la speranza

Melania TanteriMelania Tanteri
16 giugno 2026
2 min di lettura
Dal barcone alla cucina, la storia di Abdallah riaccende la speranza

Nei suoi occhi c’è tutta la soddisfazione, la felicità e la meraviglia di chi ce l’ha fatta. Di chi ha inseguito il suo sogno e lo ha realizzato, grazie alla sua forza ma anche alle persone incontrate per strada, una fra tutti, che ha creduto in lui.

La storia di Abdallah Dadi è una di quelle che commuovono e che riaccendono la luce della speranza in tutti. Lui, partito ancora ragazzino dalla Tunisia, oggi è imprenditore a Catania. E’ il cuoco tunisino che guida la brigata del nuovo locale al centro di Catania dedicato a Kebab e spiedi: la sua felicità, lui, la mette nel piatto.

“Sono scappato dal regime nel 2011 – ci racconta. Sono arrivato a Catania dove sono stato a lungo in un centro di accoglienza”. E’ qui che Abdallah Dadi impara a cucinare. “Ho studiato e mi hanno dato di fare – prosegue: poi, mi è capitato di fare uno stage con Andrea Graziano, e da lì è iniziata la mia storia. Lui mi ha insegnato tutto, mi ha dato una mano a integrarmi, abbiamo fatto una bella strada e da 15 lavoriamo insieme”.

“Mi piace un sacco cucinare” – ci dice ancora mentre impiatta degli arrosticini. Il locale di cui è socio ricorda le sue origini. “I piatti ricalcano un po’ la nostra tradizione: spiedi, carne arrosto, kebab. Abbiamo raccolto le ricette nel mondo e le abbiamo realizzate con materie prime siciliane.

Oggi Abdallah Dadi è cittadino italiano, vive a Catania con la moglie, che nel frattempo lo ha raggiunto. “Ho preso la cittadinanza, ho due bambini nati “Hanno 6 e 2 anni – ci rivela – e sono nati qui”.

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