Domani mattina, nel carcere milanese di San Vittore, si terrà l’udienza di convalida dell’arresto del trapper Tony Boy, 26enne nato a Padova, all’anagrafe Antonio Hueber, molto noto tra i più giovani e con un milione di follower su Instagram, finito in cella due giorni fa per detenzione a fini di spaccio di cocaina, marijuana e hashish e di una pistola con matricola abrasa e una cinquantina di munizioni.
Dopo l’interrogatorio del giovane, la giudice dovrà decidere sulla convalida dell’arresto eseguito dalla polizia e sulla richiesta di custodia cautelare in carcere formulata dalla pm di turno Sara Ombra. Il cantante è stato anche denunciato in stato di libertà per resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione e trattamento illecito dei dati per aver ripreso la perquisizione sabato mattina e aver fatto un video live sui social con anche le voci dei poliziotti.
Immediata la reazione del sindaco di Palermo, Roberto Lagalla: il cantante dovrebbe infatti esibirsi nel capoluogo il 27 agosto.
«Palermo è una città che crede nella cultura, nella musica e nella libertà di espressione, ma proprio per questo non può essere indifferente ai comportamenti di chi sale su un palco e diventa, a tutti gli effetti, un modello per migliaia di giovani.
Alla luce delle notizie relative all’arresto di Tony Boy e alle accuse contestate dalla magistratura, riteniamo doveroso ribadire con chiarezza che l’Amministrazione comunale e la città di Palermo prendono le distanze, senza ambiguità, da qualsiasi comportamento che possa risultare incompatibile con il rispetto della legge e delle regole della convivenza civile.
Non intendiamo quindi anticipare alcun giudizio di colpevolezza. Ma, proprio in attesa che questa vicenda venga chiarita, riteniamo che Palermo non possa accettare come se nulla fosse che si svolgano in città eventi legati a persone coinvolte in vicende giudiziarie di tale gravità.
Per queste ragioni, in relazione al concerto previsto al Velodromo, attendiamo gli sviluppi dell’autorità giudiziaria e le determinazioni degli organizzatori, riservandoci ogni valutazione di competenza dell’Amministrazione. In ogni caso, riteniamo doveroso affermare fin d’ora che Palermo non intende dare spazio né legittimazione a comportamenti che, qualora confermati, sarebbero del tutto incompatibili con i valori della nostra comunità.




