Undici misure cautelari sono scattate per altrettante persone coinvolte nell’inchiesta “Prisma bis” sullo spaccio di droga tra Gela, Riesi e Catania, a eseguirle sono stati i carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta, coordinati dalla Dda nissena.
L’indagine è partita dopo il tentato omicidio avvenuto un anno fa a Riesi, in cui rimasero feriti il ventunenne Roberto Prestifilippo e la ventisettenne Simona Maganucodue. Per gli investigatori, i fornitori gelesi e catanesi avevano organizzato una spedizione punitiva per un debito che Prestifilippo avrebbe accumulato nei loro confronti.
Cinque indagati sono finiti agli arresti domiciliari e quattro hanno l’obbligo di dimora nel Comune di residenza. Per uno scatta il divieto di dimora e per un altro l’obbligo di presentazione. Secondo gli inquirenti, gelesi e catanesi erano i fornitori dei riesini.
Gli investigatori hanno ricostruito 633 episodi di detenzione e spaccio di droga per un volume d’affari stimato in circa 8.000 euro a settimana. Nei prossimi giorni gli indagati, saranno ascoltati dal gip del tribunale di Caltanissetta. Sono stati inoltre identificati circa 200 presunti clienti, ai quali la sostanza stupefacente veniva venduta assiduamente. Gli indagati comunicavano con schede telefoniche intestate anche a cittadini extracomunitari, i pagamenti sarebbero avvenuti con sistemi telematici, per evitare di essere tracciati. Nei prossimi giorni gli indagati, saranno ascoltati dal gip del tribunale di Caltanissetta.




