Il nuovo anno si è aperto con una sorprendente attività effusiva dell’Etna, pronta a stupire tutti con una colata lavica alimentata ad una quota di 2.100 metri sul livello del mare e all’interno della Valle del Bove dell’Etna in corrispondenza della parete Nord-Occidentale dove il fronte lavico più avanzato ha già raggiunto i 1.580 metri circa a sud di Rocca Musarra. Il fenomeno, in continua osservazione da parte dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Osservatorio etneo, dal pomeriggio di ieri 1 gennaio 2026, ci racconta di una bocca effusiva attiva in prossimità di monte Simone.
Continua, intanto, l’attività esplosiva al cratere Bocca Nuova con modeste emissioni di cenere che si disperdono rapidamente in area sommitale. Dal punto di vista sismico l’ampiezza media del tremore vulcanico si attesta attualmente nella fascia dei valori medi. L’attività infrasonica risulta attualmente bassa sia nel tasso di accadimento che nell’energia degli eventi che risultano localizzati principalmente in prossimità del cratere Voragine. Le stazioni tilt e Gnss disponibili non mostrano variazioni significative. L’attuale fase eruttiva dell’Etna non impatta con l’operatività dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania.
Il vulcanologo dell’Ingv-Oe di Catania, Boris Behncke, su Facebook, rassicura gli abitanti dei paesi vicini: “La colata lavica molto spettacolare, che vista dal basso sembra incredibilmente bassa e vicina ai paesi, per ora fortunatamente non li minaccia, dal fronte più avanzato mancano circa 5 km a Fornazzo e 5.5 km a Milo, distanze non così facilmente superabili una volta una colata di lava ha già fatto un po’ di strada a monte”.
“L’inizio dell’eruzione – spiega il vulcanologo dell’Ingv-Oe di Catania – non è stato visto né dagli abitanti etnei, né dalle telecamere, Ingv e private, perché il fianco orientale era avvolto da una densa copertura nuvolosa. Solo all’imbrunire era evidente un forte bagliore nelle immagini di alcune webcams, tra cui anche quella dell’Ingv a Vulcano! Nella marea di foto e video spettacolari che già da ore stanno inondando i social, queste immagini mie certamente non sono granché, ma sono quelle fatte con l’occhio del vulcanologo in cerca di punti di riferimento e per capire se alle bocche c’era attività esplosiva: infatti almeno due bocche stanno facendo un’attività di spattering, lancio di brandelli di lava incandescente fino ad altezze di qualche decina di metri”.
“Ancora una volta – sottolinea Boris Behncke – l’Etna ci ha sorpreso; il tremore vulcanico si stava affievolendo, i segni di attivtià esplosiva ai crateri sommitali erano sempre meno evidenti (a parte qualche sbuffo di cenere dai crateri Bocca Nuova e Nord-Est in giornata). Un colpo di scena solo pochi giorni dopo quello dei parossismi al cratere di Nord-Est del 27 dicembre… ma che vulcano incredibile che abbiamo qui”.





