Grave attacco mediatico nei confronti di Gabriel Garko. A causa di una fake news su di una possibile adozione da parte dell’attore, un’ondata di insulti omofobi si è riversata sulle sue pagine social e sotto gli articoli che hanno riportato la notizia.
Tutto è partito da una news che raccontava del desiderio di Garko di allargare la famiglia. Qualcosa, quindi, che nella normalità avrebbe attirato tuttalpiù complimenti e felicitazioni, si è invece trasformato in un incubo a causa della dichiarata omosessualità di Gabriel. Proprio recentemente il Vip aveva confidato durante il programma “Verissimo” di essersi sposato segretamente due anni fà, davanti pochissime persone, con il compagno Giorgio, un avvocato di 40 anni originario di Palermo.
Dopo la diffusione della news online, la bacheca personale di Garko è stata presa d’assalto con commenti fuori luogo ed insulti. Gabriel è stato quindi costretto a fare una dichiarazione pubblica riguardante la propria sfera privata: “Come purtroppo ormai consuetudine, le fake news si sostituiscono alla realtà al mero scopo di prendere in giro i lettori e scatenare i commenti più disparati puntando alla viralità. Tenuto conto della delicatezza dei temi quali la maternità surrogata, l’adozione, etcetera, mi preme chiarire che non ho alcuna intenzione di allargare la mia famiglia e smentisco categoricamente quanto riportato da alcune testate giornalistiche”.
Colpisce che nel 2026 una coppia omosessuale sia costretta a smentire ufficialmente e pubblicamente delle notizie che riguardano la propria sfera privata. Chiaramente si tocca un argomento molto delicato, cioè la famiglia e la monogenitorialità, temi che nel resto d’Europa sono parte del dibattito pubblico già da tempo, mentre in Italia si rischia di subire ciò che è successo all’attore: essere bersaglio di giudizi inopportuni non richiesti.
Ricevere odio, rabbia e cattiveria gratuita, come ad esempio: “ma in che mondo viviamo? se continua così ci saranno più bambini con due mamme e due papà che bambini con una famiglia normale”, “come fanno con due uccelli?”, “ma lasciate perdere i bambini. Non condivido e non accetto adozioni tra due uomini”. E ancora, “farà lui la fecondazione assistita?”, “donne non lo sarete mai, mettetevelo in testa. Solo la donna può procreare perché è la normalità”.
I commenti peggiori sfociavano nella diffamazione e nella calunnia. Un tritacarne mediatico che come sempre in questi casi si è nutrito di odio e deumanizza entrambi gli interlocutori.


