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Cultura e Spettacolo

“Il mio posto in ultima fila”il libro di Santi Consoli per festeggiare 60 di Teatro

redazioneredazione
27 aprile 2026
2 min di lettura
“Il mio posto in ultima fila”il libro di Santi Consoli per festeggiare 60 di Teatro

Sulle note di “A muso duro” di Pierangelo Bertoli, presentato dalla giornalista Elisa Guccione e dall’attore Gino Astorina, Santi Consoli fa l’ingresso sul palco della Sala Harpago accolto da fragorosi applausi per festeggiare tra colleghi, amici e addetti ai lavori, i suoi “primi” sessant’anni di teatro.

I sogni, le delusioni, i falsi sorrisi e i grandi successi di un giovane 17enne, oggi canuto, che debuttò per la prima volta il 19 marzo 1966, sono stati narrati con cuore e passione in “Il mio posto in ultima fila”, il primo  libro dell’attore, regista e già presidente Fita.

“La gestazione di questo libro è stata molto lunga- dichiara Santi Consoli- ci sono voluti ben 8 anni, affinché andasse in stampa con la convinzione che questo lavoro sarebbe stato ed è l’occasione giusta per togliermi qualche fastidioso sassolino”.

Numerosi aneddoti, tanti ricordi e qualche dichiarazione ben mirata verso le diverse amministrazioni che si sono avvicendate a Catania e hanno gestito la vita culturale della città in modo opinabile sono gli argomenti trattati nel libro di Santi  Consoli, figlio dell’indimenticato giornalista Giuliano colpevole di avergli trasmesso il “virus” del teatro.

“Una carriera lunga sessant’anni  non è stata  semplice da gestire- continua Consoli- ma anche quando ho avuto la possibilità di poter scegliere la strada del professionismo ho sempre preferito dal mio posto in ultima fila continuare ad essere un uomo libero e non scendere a compromessi continuando ad essere un “Amatore” che ha scelto di fare quello che ha sempre amato ovvero il teatro senza logiche politiche o giochi di potere”.

Una storia artistica lunga ben 60 anni con collaborazioni importanti al fianco di Michele Abruzzo, Mario Scaccia, Lea Padovani, Leo Gullotta, Natale Napoli e diversi ruoli cinematografici e televisivi come, fra i tanti, “Il Commissario Montalbano” con un preciso obiettivo dare spazio e voce al teatro anche quando le Istituzioni nel corso degli anni non si preoccupavano di alimentare la cultura.

“Ho scelto di  festeggiare questo speciale compleanno- conclude Santi Consoli dopo aver ricordato l’amicizia con Renzino Barbera- alla mia maniera raccontando i miei passi prima come sportivo, poi come aspirante giornalista fino ad abbracciare definitivamente l’arte del palcoscenico che non potevo non sposare e farmi travolgere dalla sua eterna bellezza”.

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