La Sicilia continua a bruciare, numerosi roghi stanno mettendo a dura prova da giorni la macchina dei soccorsi. La scorsa è stata una lunga notte di incendi e blackout in molte province.
Le sale operative della Protezione Civile e del Corpo Forestale stanno coordinando interventi su tutto il territorio regionale per fronteggiare le fiamme che minacciano aree rurali, periferie e importanti arterie viarie.
La situazione più critica si registra nella provincia di Catania, dove le fiamme hanno interessato diverse località, tra cui il quartiere Librino, le zone di Belpasso, Zafferana Etnea e il bosco di Licodia Eubea, oltre ai territori di Adrano, Caltagirone e Mascali. A destare particolare preoccupazione è stato l’incendio nella Zona Industriale, dove un capannone di logistica è stato interessato dalle fiamme. Per domarlo sono state impiegate quattro squadre inviate dalla Sede Centrale del Comando di Catania e dai distaccamenti volontari di Maletto e Vizzini, con il supporto di autobotti e personale del Corpo Forestale. Durante le operazioni, due vigili del fuoco hanno accusato malori da affaticamento e sono stati affidati alle cure dei sanitari.
Complessa la situazione anche nella provincia di Palermo, con numerosi interventi sia in città che nell’hinterland, incendio sulla strada statale di Monreale, un tratto risulta ancora chiuso al traffico. Ci sono stati incendi a Borgo Nuovo, nei pressi della delegazione comunale, e Monte Pellegrino. A Montagna Longa il fuoco non ha dato tregua tutta la notte. Tutt’ora a fuoco anche il bosco di Casaboli, a Monreale. I residenti nel circondario temono che le fiamme possano avvicinarsi alle abitazioni e l’emergenza resta alta. A Castronovo di Sicilia invece le fiamme hanno danneggiando alcune abitazioni provocando danni ad aziende, in fiamme pure un parco eolico ad Alia. Gli incendi hanno paralizzato anche l’autostrada Palermo-Catania rimasta chiusa nei pressi dello svincolo Irosa. Roghi sono stati segnalati, a Caccamo, a Belmonte Mezzagno lungo la strada provinciale 38, oltre che nei comuni di Partinico, Bompietro e Petralia Sottana.
Nell’agrigentino si sono registrati ancora momenti di forte paura nella zona di Bivona dove le fiamme alimentate dal vento non si riescono a dominare, situazione analoga anche a Santo Stefano Quisquina con oltre 100 persone sono state già sgomberate in via precauzionale. Più squadre di vigili del fuoco stanno, in questi minuti, presidiando proprio queste aree. Sono in arrivo pompieri anche dai distaccamenti di Sciacca e Canicattì, oltre a rinforzi di carabinieri e polizia, e i canadair della forestale. Fuoco anche lungo la strada statale 123 a Canicattì e nelle contrade di Menfi e Aragona.
Nel messinese le situazioni più critiche si sono registrate nelle zone di Pagliara, Larderia e Milazzo, dove le fiamme hanno richiesto un massiccio impiego di uomini e mezzi. Particolarmente delicata la situazione a Pagliara, dove il fronte orientale dell’incendio ha ripreso vigore alimentato dalle elevate temperature e dalle condizioni meteo favorevoli alla propagazione del fuoco. Il bilancio è di diversi ettari di macchia mediterranea andati in fumo.
Nella provincia di Siracusa incendi tra Buscemi, Buccheri, Carlentini e Cassaro.
Si registrano focolai infine a Salemi e Mazara del Vallo, Enna, Piazza Armerina, Nissoria.




