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La morte di Noemi è un giallo: arrivano i Ris nella casa della 33enne

Anthony DistefanoAnthony Distefano
31 agosto 2026
2 min di lettura
Noemi Impellizzeri

RIPOSTO (CATANIA). Si è trattato davvero di suicidio? O si è trattato di un femminicidio in piena regola? La morte della 33enne Noemi Impellizzeri resta un giallo. Madre di tre bimbi è stata rinvenuta cadavere con una corda stretta al collo nella sua abitazione di Riposto, nel Catanese: avvolta dalle fiamme che si sono scatenate all’interno dello stabile.

Le indagini

Troppe cose non tornano in quella che sarebbe stata una normale ricostruzione dei fatti. Per questo, la Procura di Catania è determinata nell’andare fino in fondo: e mercoledì 2 settembre – dopodomani – i Ris di Messina entreranno nell’appartamento per effettuare tutti i rilievi necessari che possano portare alla verità dei fatti.

Cosa cercano gli inquirenti

Saranno analisi minuziose. Che proveranno ad accertare la natura del rogo: se possa essere stata accidentale o scatenata da una mano dolosa. Ed ancora, si cercherà di appurare la presenza di qualcuno che fosse nella casa di via Circonvallazione prima della morte di Noemi.
Si scandaglierà palmo a palmo quello che il rogo non ha cancellato.

C’è un indagato

Toni Proietto, amico della vittima, resta al momento l’unico indagato per la morte della 33enne. È stata l’ultima persona con la quale la vittima ha parlato prima della morte: ed è stato anche l’ultimo ad averla vista ancora viva.

Gli inquirenti hanno sequestrato i telefoni cellulari di Noemi e dell’indagato. Nei tabulati, nelle chiamate e videochiamate, nella lunga messaggistica gli investigatori provano a trovare la chiave di volta all’inchiesta.

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