Da ottobre 2026 si potranno finalmente ammirare i pavimenti del Bouleuterion romano, all’interno del normale circuito di visita del parco della valle dei templi.
Un’operazione particolare, in quanto ogni lunedì e giovedì, dalle 10 alle 12, vi sarà anche una restauratrice che racconterà esattamente in cosa consistono e come proseguono le operazioni di restauro.
“Il nostro obiettivo è superare il concetto tradizionale di area archeologica come zona off limits. Vogliamo creare un laboratorio vivo e dinamico, aperto al confronto”, parole queste del Direttore Roberto Sciarratta, che non vuole che l’opera di restauro si svolga “lontano da occhi indiscreti” come è conseutudine fare, all’interno di un cantiere, ma che invece, diventi una operazione inclusiva per i visitatori del sito.
Un format unico che permetterà di valorizzare non solo le opere all’interno del parco archeologico, ma anche le maestranze che le seguono, con un approccio formativo – grazie alle spiegazioni della restauratrice – ed informativo, che oltre alle tecniche, racconterà anche il significato dei luoghi dell’Agrigento arcaica.
Il bouleuterion, infatti, era la sala del boule, il consiglio cittadino. Fu costruito alla fine del quarto secolo avanti Cristo ed era costituito da un caveau semicircolare con sei file di sedili all’interno di un edificio rettangolare. Nell’epoca romana la sua funzione non era più politica, come durante l’epoca greca, ma piuttosto di odeon, dove esercitare arti e poesia. Riguardo i pavimenti invece, non si tratterebbe di una scoperta recente, ma risalente agli anni 80 e sono rimasti fino ad oggi in attesa di essere restaurati.
I lavori di ricerca e restauro sono svolti sotto una campagna della Scuola Normale Superiore di Pisa, che lavora ad Agrigento già dal 2020, organizzando costantemente delle Campagne Europee con studenti di archeologia di altre città.




