Un tesoro sommerso, è stato recuperato dai carabinieri e dalla Soprintendenza del mare nei fondali di Lampedusa.
Sono 52 reperti archeologici individuati a profondità ridotte, tra i 3 e i 10 metri, si tratta di oggetti risalente al periodo compreso tra la tarda età repubblicana romana e l’epoca tardoantica. Nello specifico, si tratta di 44 pezzi tra anfore, colli e pesi in piombo sono stati prelevati nello specchio d’acqua antistante Cala Guitgia, 8 reperti, tra cui una contromarra e materiali ceramici, sono stati rinvenuti vicino al molo Madonnina.
Durante le ricognizioni sono emerse anche tracce sotto la sabbia riconducibili a possibili relitti, che saranno oggetto di prossimi approfondimenti.
L’operazione, che ha visto impegnati il nucleo Tutela patrimonio culturale di Palermo, i subacquei di Messina e una delle motovedette in forza all’isolaIl è stato fatto per evitare possibili saccheggi visto che i reperti si trovavano a profondità ridotta. Tutti i materiali sono stati affidati alle autorità competenti per le attività di studio, catalogazione e restauro.




