Nascoste o in bella mostra, antiche o recenti, grandi oppure piccole, appena restaurare oppure semicancellate. Testimonianze, annerite dall’inquinamento e dal tempo, ma che conservano intatto il loro fascino. In molti si domandano cosa ricordino. Si parla delle targhe marmoree ovvero di quelle opere disseminate per quasi tutto il territorio e sulle facciate dei palazzi più antichi. Epigrafi, di qualsiasi forma o foggia, per riscoprire il passato della città vecchio di secoli. Peccato che, con la vita frenetica di tutti i giorni, sono in pochi ad accorgersi di loro. Il motivo? Di solito le targhe sono posizionate troppo in alto e fuori dal nostro campo visivo quotidiano. Così a notarle, spesso, sono i turisti con il naso all’insù per ammirare le facciate dei palazzi storici. Visitatori da tutto il mondo che scoprono, fotografano e si portano a casa questa cartolina insolita delle città siciliane. Un modo originale per avventurarsi in un universo marmoreo che ripercorre tanti eventi, anche quelli più sconosciuti, della storia d’Italia e dei siciliani che ne presero parte. Collocate nelle piazze, nei vicoli e nelle vie con l’obiettivo di rafforzare il consenso politico in una nazione che stava nascendo, suscitare un’onda di patriottismo in un paese in piena guerra contro gli Imperi Centrali all’inizio del secolo scorso, stimolare il ricordo di una città quasi completamente rasa al suolo durante i bombardamenti alleati nella seconda guerra mondiale. Così l’epigrafe in piazza Martiri della Libertà a Catania ricorda che qui nel 1837 caddero 8 patrioti che combattevano – recita la targa – per “la libertà d’Italia”. Dall’altra parte della città, in via Sant’Euplio, l’incisione sul marmo ricorda che durante il bombardamento dell’8 luglio del ’43 fu distrutto il tempio del patrono di Catania Euplio. Decine sono le epigrafi disseminati per i quartieri. Impossibile elencarle tutte. Nel corso dei secoli alcune sono state rimosse, altre cancellate o riutilizzate per altri scopi. Molto poche sono quelle arrivate a noi ancora intatte. La maggior parte di queste, ovviamente, si trovano nel centro storico. Cuore pulsante della città che, spesso, hanno dato anche i natali a tanti personaggi più o meno famosi. Non solo, alcune targhe vengono poste sulle facciate degli edifici anche come ricordo delle visite di personaggi illustri oppure come simbolo di ricostruzione della città dopo una calamità naturale. E’ il caso delle due targhe all’interno del cortile del palazzo “San Demetrio” tra via Etnea e via Antonino di Sangiuliano a Catania che invitano l’ospite a ricordare il cataclisma perché “da qui trai buon auspicio e vattene illeso”.





