“La risposta degli organismi scientifici internazionali è inequivocabile: no. Gli Hantavirus non si trasmettono in modo efficiente da uomo a uomo. Anche l’Andesvirus, nel corso degli ultimi decenni, non ha mai provocato ampie ondate epidemiche. L’attuale focolaio rappresenta certamente un evento clinicamente serio e complesso dal punto di vista logistico, ma non costituisce il segnale di una pandemia imminente”.
“Nessun rischio di pandemia”
Per il professor Christian Wiedermann sentito dall’Ansa, medico internista e coordinatore dei progetti di ricerca dell’Istituto di medicina generale e public health di Bolzano, non c’è rischio di una pandemia come avvenuto con il Covid. In tutto il mondo la copertura mediatica relativa all’Hantavirus sta suscitando apprensione. Ma che cosa si cela realmente dietro questo virus? Wiedermann ricorda che al 9 maggio risultavano otto casi documentati, di cui sei infezioni da Hantavirus confermate in laboratorio e due probabili. Tre persone hanno perso la vita.
“Aerare i locali”
Ma cosa si può fare concretamente? “Aerare a lungo i locali rimasti chiusi per molto tempo (come cantine e baite) prima di pulirli. In presenza di escrementi di roditori non spazzare a secco e non aspirare: inumidire la zona e raccogliere gli escrementi con un panno bagnato. Durante le pulizie utilizzare guanti monouso. In caso di sporco abbondante indossare anche una mascherina FFP2. Conservare gli alimenti in contenitori chiusi e fuori dalla portata dei roditori”, spiega Wiedermann.




