Matteo Canzi è il vincitore della quindicesima edizione di Masterchef Italia. Con il menù “Tutto di me”, il ventiquattrenne brianzolo ha conquistato la vetta sconfiggendo Carlotta nello scontro finale a due.
Si conclude un’edizione un po’ spenta e quasi sui generis, non molto apprezzata dal pubblico. A iniziare proprio da questa finale: piena di imprevisti inutili che hanno distolto l’attenzione dal menù dei due concorrenti.
“Ho vinto davanti alla mia famiglia, ho vinto davanti a tutti, ho vinto facendo la cucina che voglio fare io”. Queste le parole di Matteo dopo la vittoria, fiero di aver portato davanti ai giudici un menù molto sofisticato.
Non si può invece dire lo stesso per Carlotta, la vera villain di questa edizione, di cui ci si chiede come abbia fatto ad arrivare in finale. E non stupisce che per tantissimi utenti social questa è stata una delle edizioni più mediocri di Masterchef.
Da cosa nasce questo disappunto? Innanzitutto dal genere di partecipanti che sono stati scelti: una selezione, da parte degli autori del programma, orientata verso l’emotività, l’intrattenimento e le storie personali. Un trend questo che va avanti da anni e porta sempre più il programma a distanziarsi dalla cucina vera e propria.
Anche l’atteggiamento dei conduttori è diventato più remissivo, soprattutto da parte di Antonino Cannavacciuolo, che in questa edizione si occupava spesso di dare sostegno psicologico ai concorrenti. L’unico tra gli chef rimasto un po’ più fedele a se stesso è stato, a detta di molti, Giorgio Locatelli.
Che sarebbe stata una edizione poco interessante si era capito già dalla scelta dei personaggi. Sui social, infatti, vengono descritti come inappropriati; con tante storie da raccontare e lacrime da versare, ma pochi piatti da cucinare.
Tra questi: Antonio, italo-albanese che poco ha portato all’interno di MasterChef. Iolanda, la signora che si è fatta odiare nei primi episodi per la sua spiccata egocentrità. Matteo Rinaldi, l’uomo medio di questa edizione con il suo tormentone “lo sapevate che”. Niccolò, forse uno dei pochi validi dell’edizione, reso famoso per aver intrattenuto un rapporto di amicizia quasi morboso con Matteo Rinaldi. Vittoria: ma come ha fatto ad entrare?
Johnny il capellone con il suo haka cringe. Dunia, l’altra villain di questa edizione: si è inamicata tutti ed è stata cattiva contro tutti. Probabilmente è stata portata avanti durante il programma per esigenze di storytelling. Dorella, un po’ villain un po’ mamma, logorroica, ha avuto diverse rivalità con Iolanda, ma tutto sommato è riuscita ad andare anche abbastanza avanti.
Giorgina che poco ha fatto se non affermare a vuoto di essere una boss. Gaetano, molte parole e tanti viaggi, ma poca sostanza. Alessandro, che si pensava dovesse arrivare in finale e non ne è stato in grado e Matteo Lee, il prescelto per la finale e il più amato dal pubblico. Eliminato a tradimento da Rinaldi. Nulla da dire su Piponzio, Franco, Irene, etc. che realmente hanno sbagliato programma.
Infine i due finalisti, Carlotta e Teo.
La prima, definita dal pubblico una concorrente senza infamia ne lode, scelta perché racconta la storia della giovane donna che cerca il proprio posto nel mondo e che riesce ad arrivare in finale. Il secondo, scelto per rappresentare il ragazzo giovane che ha un sogno e che viene contestato dai genitori, a cui deve dimostrare di valere qualcosa e si aver scelto la strada giusta per se stesso.
In generale, però, è lecito rimpiangere le prime edizioni, meno sceneggiate e più concrete. Temiamo per la sedicesima serie: sarà una soap opera?





