Tra le vittime degli scontri in Iran negli ultimi gironi c’è anche Yassin Mirzaei ucciso tra l’8 e il 9 gennaio a Dareh Deraz, nel distretto di Kermanshah, durante le proteste contro il regime.
Yassin, giovane di 31 anni fino a due anni fa frequentava l’Università di Messina, studiava Scienze geofisiche per il rischio sismico. Soltanto due mesi fa aveva lasciato la Sicilia per tornare nella sua terra d’origine e trascorrere le festività natalizie con i propri cari nella sua città, Kermanshah, nel Kurdistan nell’Iran occidentale, a circa 500 km da Teheran, un viaggio dal quale non è più tornato.
L’Università di Messina, il sindaco Federico Basile e l’amministrazione comunale hanno espresso profondo cordoglio per la scomparsa di Mirzaei e solidarietà alla comunità studentesca iraniana dell’Ateneo, che sta vivendo ore di forte apprensione e sofferenza, acuite dalla difficoltà di contattare familiari e amici in Iran.
Diffusa la notizia tra gli studenti di Unime, i giovani sono scesi in piazza per protestare per la libertà in Iran dove il regime sta reprimendo la rivolta popolare con il sangue di tanti ragazzi che lottano per le loro idee.
Sul sito dell’ateneo compare una foto di Yasin e un messaggio in cui si legge: “è stato ucciso da 18 colpi d’arma da fuoco durante le proteste dell’8 gennaio in Iran. Un evento che colpisce e addolora ancor di più l’intera comunità accademica”. L’università di Messina “ribadisce con fermezza i valori che fondano la comunità universitaria: tutela della persona, rispetto dei diritti umani, libertà di pensiero e di espressione, rifiuto di ogni forma di violenza e discriminazione. In queste giornate, l’ateneo intende trasformare la solidarietà in azioni concrete, garantendo a studentesse e studenti tutto il supporto che rientra nelle proprie possibilità”. Il messaggio si conclude così: “Unime accoglie e sostiene il messaggio di vicinanza espresso dalle rappresentanze studentesche e le iniziative di sensibilizzazione promosse in città, nel rispetto dell’autonomia e della libertà di espressione della comunità universitaria”.





