1.606 è l’attuale numero degli sfollati dalla zona rossa di Niscemi dove ci sono complessivamente 880 edifici, il dato è emerso dall’ultima riunione del Centro di coordinamento soccorsi, presieduto dal prefetto di Caltanissetta, Donatella Licia Messina. Intanto proseguono le attività di assistenza dei vigili del fuoco alla popolazione per il recupero degli effetti personali, ma rimane preclusa la possibilità per gli immobili che si trovato nei primi cinquanta metri dal fronte frana per l’estrema pericolosità dell’area.
I militari dell’esercito del Quarto reggimento del Genio guastatori continuano a lavorare per la realizzazione di percorsi stradali alternativi per fare uscire dall’isolamento il paese.
Domani il procuratore capo di Gela nominerà tre consulenti tecnici che dovranno accertare le cause del cedimento e verificare eventuali responsabilità, attraverso analisi tecniche e scientifiche sul terreno interessato dallo smottamento, in relazione alla frana di Niscemi.
Si tratta di tre dicenti dell’Università di Palermo Chiara Cappadonia, professoressa di Geologia applicata e Geologia tecnica, Maurizio Gasparo Morticelli, professore di Geologia strutturale e di Edoardo Rotigliano, professore di Geomorfologia. I docenti svolgono tutti la loro attività di didattica e di ricerca al dipartimento di Scienze della Terra e del Mare dell’ateneo palermitano.
Dal 9 febbraio ci sarà un potenziamento del dispositivo di soccorso a Niscemi con l’allestimento di un campo base nel piazzale del cimitero per accelerare le operazioni di recupero. L’iniziativa consentirà anche di organizzare dei traslochi più rapidi per ridurre i rischi.





