Secondo gli esperti, “non è tecnicamente possibile stabilizzare definitivamente l’intero versante interessato” dalla frana che ha colpito Niscemi, mediante interventi strutturali estensivi.
La relazione su Niscemi
Questo, “a causa delle dimensioni del sistema franoso, della profondità delle superfici di scivolamento e delle caratteristiche geologiche dei terreni coinvolti,”. Lo dice la seconda relazione dei docenti dell’università di Firenze, incaricati dal Dipartimento della Protezione civile della presidenza del Consiglio di redigere un rapporto sul disastro che ha colpito la cittadina del Nisseno.
Nessuna ricostruzione ma mitigazione rischio
Per i geologi “la gestione del dissesto deve pertanto fondarsi su strategie di mitigazione del rischio e su un approccio adattivo, basato sul monitoraggio continuo e sul controllo dei principali fattori di instabilità”. Nessuna ricostruzione dei luoghi nella zona rossa, dunque.
Non è esclusa una nuova frana
“Gli interventi non devono mirare alla ricostruzione della morfologia originaria, ma piuttosto accompagnare l’evoluzione del pendio attraverso opere di riprofilatura, regimazione delle acque superficiali e protezione dall’erosione” – affermano ancora gli esperti che evidenziano come sia possibile “la riattivazione del movimento profondo lungo superfici di scivolamento già impostate”.





