Il presidente della Regione Renato Schifani ha sorvolato in elicottero questa mattina Niscemi per valutare la situazione della frana che ha imposto la creazione di una zona rossa che arriva a 150 metri dall’inizio della stessa, l’evacuazione di oltre 1500 persone e l’interruzione delle strade provinciali 10 e 12. Questa mattina, molte persone sono in fila davanti all’ufficio organizzato in Comune, per la registrazione nell’elenco di chi ha lasciato al casa.
“Vivo da sempre in via Buonarroti, a poca distanza dal fronte della frana, da oltre cinquant’anni. Sono un invalido al 100% – dice Giovanni Lo Monaco – mi dicono che la mia casa è in una zona a rischio. Fortunatamente, ho familiari che mi ospitano ma non può andare avanti per sempre. Ho una compagna che mi supporta ma le mie condizioni non mi permettono troppi sforzi. La casa è il frutto di anni di sacrifici. La zona dove vivo è una delle più frequentate e belle della città e ora cosa ne sarà?”.
Massimo Battaglia è a sua volta davanti al Comune, tra gli sfollati. “Anche io e la mia famiglia viviamo nella zona rossa, in largo Canalicchio – dice – ora, non sappiamo cosa fare. Siamo ospiti da amici ma si tratta solo di pochi giorni. La casa è stata costruita con i sacrifici dei nostri padri e nostri, che abbiamo sempre lavorato nelle campagne. Ogni centesimo è stato dedicato alla casa. Perché dopo la frana del 1997 non si è fatto qualcosa di più sul piano della prevenzione? Forse, tutto questo si poteva evitare. C’è tanta amarezza”. Salvatore Gentile, invece, è in fila per la nonna, Maria Caruso. “Lei viveva a Sante Croci ma non può più stare lì – dice – la stiamo ospitando e le stiamo vicini. È una donna che per tutta la vita ha vissuto in quella casa. È un grande dolore”.





