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Cronaca

Palermo non dimentica il generale Dalla Chiesa, ucciso da Cosa nostra 44 anni fa

Melania TanteriMelania Tanteri
3 settembre 2026
2 min di lettura
Palermo non dimentica il generale Dalla Chiesa, ucciso da Cosa nostra 44 anni fa

Il 3 settembre 1982, Cosa nostra assassinava Carlo Alberto Dalla Chiesa, generale dei carabinieri, la moglie Manuela Setti Carraro, infermiera volontaria della Croce Rossa Italiana e l’agente di scorta Domenico Russo. Un commando di fuoco li raggiunse in via Isidoro Carini, a Palermo.

A distanza di 44 anni, la città ricorda il “prefetto dei cento giorni”, inviato nel capoluogo siciliano per combattere la mafia dopo gli importanti risultati nella lotta al terrorismo, con l’omaggio e la deposizione di una corona d’alloro nel luogo dell’eccidio alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in rappresentanza del governo, del presidente della Regione Renato Schifani, del prefetto Massimo Mariani, del sindaco Roberto Lagalla, del procuratore Maurizio de Lucia, della deputata nazionale Carolina Varchi e dei vertici delle forze dell’ordine.

“Dalla Chiesa rappresenta una testimonianza ancora attuale e concreta di tenacia e spirito di servizio nella lotta alla mafia. La sua fedeltà ai valori dello Stato costituisce un modello che, giorno dopo giorno, deve ispirare chi opera nelle istituzioni – ha detto Schifani. Con la stessa gratitudine, ricordiamo la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo, che condivisero con lui un percorso di vita e professionale. È anche grazie all’impegno del generale dalla Chiesa, in un contesto difficile come quello dell’epoca, se oggi la mafia è più debole. E proprio seguendo il suo esempio, oggi manteniamo alta la guardia”.

Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifan

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