Incomprensioni e scontri tra il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e i dirigenti scolastici di diverse scuole del territorio. Il tutto sarebbe nato dopo le scosse di terremoto che si sono verificate il 23 ottobre, a seguito delle quali il Comune aveva richiesto controlli sugli edifici scolastici.
“Non spettano ai dirigenti scolastici le verifiche sugli edifici per accertare eventuali crepe e lesioni provocate dalle scosse telluriche dei giorni scorsi. I dirigenti scolastici sono professionisti della dirigenza pubblica e dell’istruzione; non sono ingegneri strutturisti né tecnici edili – Ad affermarlo Anna Maria Catalano, presidente provinciale dell’Associazione nazionale presidi- Chiedere a chi non possiede tali competenze di assumersi la responsabilità di valutare lo stato statico di pilastri, travi e solai – prosegue Catalano – significa esporre i dirigenti a gravissime responsabilità penali e civili, mettendo al contempo a repentaglio la sicurezza della comunità scolastica”.
Non è tardata ad arrivare la risposta del sindaco Lagalla “Leggo con stupore le dichiarazioni dell’Anp Palermo. La nostra nota era chiarissima: non abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici e agli Rspp di certificare l’agibilità degli edifici, né di assumersi responsabilità tecniche che non competono loro. Abbiamo chiesto una semplice ricognizione per segnalare eventuali criticità e consentire al Comune di individuare le priorità sulle quali intervenire tempestivamente. La stessa comunicazione specifica espressamente che queste verifiche non sostituiscono gli accertamenti di agibilità, che spettano a tecnici abilitati. È dunque francamente difficile comprendere come si possa parlare di scaricabarile”.
Il sindaco aggiunge: “È proprio il Comune ad assumersi la responsabilità degli interventi di propria competenza e a chiedere la collaborazione delle scuole per avere un quadro più rapido e completo della situazione. Nessuno vuole trasferire responsabilità: vogliamo semplicemente lavorare insieme per garantire la sicurezza di studenti e personale. Spiace constatare che, ancora una volta, una richiesta istituzionale di collaborazione venga trasformata da alcuni in una polemica attraverso una lettura strumentale di un documento inequivocabile. In una situazione delicata come questa, servono serietà, responsabilità e collaborazione, non contrapposizioni pretestuose”.




