Vertice a Palazzo Chigi sulla petroliera russa Arctic Metagaz alla deriva, carica di 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto che questa mattina era lontana di qualche miglio dall’isola di Linosa, in direzione est. Secondo quanto si è appreso non ci sarebbe, al momento, il rischio inquinamento.
Mezzi della Marina militare italiana tra cui un rimorchiatore e, se dovesse servire, un mezzo antinquinamento, sono vicini al relitto pronti a intervenire in caso d’emergenza nel tratto di mare fra le isole Pelagie e Malta. Una veduta aerea del 3 marzo mostra la nave con un grande buco nello scafo bruciato, la petroliera avrebbe preso fuoco nel Mediterraneo dopo essere stata colpita da un drone navale non identificato vicino a Malta.
Alla riunione presieduta dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, hanno partecipato il Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e il Ministro per la Protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, insieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e al capo del Dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano.
Il Governo italiano ha assicurato al Governo de La Valletta la condivisione del monitoraggio avviato fin dal primo momento e la propria disponibilità a svolgere attività di supporto, restando in costante contatto con il governo maltese.







