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Cronaca

“Privatizzazione” dell’Etna, guide e associazioni incontrano il presidente Giammusso

redazioneredazione
8 gennaio 2026
3 min di lettura
“Privatizzazione” dell’Etna, guide e associazioni incontrano il presidente Giammusso

Giù le mani dall’Etna. Finite le festività natalizie, torna la questione Crateri Silvestri, il sito naturalistico divenuto a pagamento da qualche tempo, su decisione del proprietario dei terreni, Francesco Russo Morosoli.

Ieri mattina, guide ambientali escursionistiche/naturalistiche e di volontariato che operano sull’Etna e sui Crateri Silvestri hannoincontyrato il neo presidente del Parco dell’Etna, Massimiliano Giammusso, per aprire un confronto ampio e necessario sul presente e sul futuro della fruizione del vulcano.  “L’incontro ha rappresentato un momento raro e significativo – sostengono gli intervenuti-: per la prima volta, si sono ritrovate allo stesso tavolo guide, associazioni escursionistiche, ambientaliste e di volontariato che vivono e lavorano quotidianamente sul vulcano. Un confronto ampio e partecipato – proseguono – necessario perché l’Etna non è soltanto un territorio da amministrare, ma un bene comune, un luogo identitario, un ambiente fragile e, allo stesso tempo, un’opportunità di lavoro e di futuro per molte persone.

E il fatto che il vulcano attivo più alto d’Europa sia patrimonio universale – come d’altronde stabilito dall’Unesco, almeno per quel che riguarda la parte sommitale, è il concetto cardine sul quale si è incentrata la discussione: “l’Etna è di tutti – sottolinea Costanza Milazzo – e, proprio per questo, ha bisogno di regole chiare, di una gestione autorevole e di un dialogo costante con chi opera quotidianamente sul territorio.

Nel suo intervento, Davide Biondi, proprietario di due particelle in area Silvestri Superiori, ha richiamato il valore dell’Etna come bene collettivo, sottolineando il ruolo dell’Ente Parco come riferimento istituzionale per il territorio e ribadendo il proprio legame di rispetto e amore per il vulcano. Il Presidente dell’Ente Parco dell’Etna ha espresso la volontà di avviare un confronto ciclico e strutturato con guide e associazioni, riconoscendo la necessità di un migliore coordinamento, soprattutto nelle fasi di attività vulcanica.

È stato ribadito che l’Ente Parco non svolge funzioni di Protezione Civile e che la fruizione del vulcano deve avvenire in un quadro ordinario, regolato e responsabile. Sono stati affrontati temi complessi: dalla gestione delle colate laviche alle difformità presenti in area craterica, dal rapporto tra interesse pubblico e proprietà privata alla necessità di strumenti giuridici adeguati. È stata inoltre confermata l’importanza del rinnovo della convenzione con il CAI per la manutenzione della sentieristica.

Il CAI ha richiamato con forza il tema dell’overtourism e dell’impatto sui crateri e sulle aree altomontane, sempre più snaturate e mercificate. È stata ribadita la contrarietà alle attività motorizzate e la necessità che l’ingresso nel Parco torni a essere percepito come tale. Da qui la richiesta di aggiornare il Regolamento Escursioni del 2003 e di avviare un tavolo di confronto operativo.

FederEscursionismo ha sottolineato il valore storico di questo momento, evidenziando l’importanza di una comunicazione corretta sugli eventi vulcanici. Da questo incontro emerge una richiesta chiara e condivisa – conclude: aprire una fase nuova, fondata su confronto continuo, regole certe, responsabilità condivise e rispetto reciproco. L’Etna non può essere lasciata al caso né al far west. Governarla significa tutelarla, ma anche permettere a chi la vive e la ama di continuare a farlo in modo dignitoso, sicuro e sostenibile. Questo incontro non è un punto di arrivo, ma un inizio. Sta a tutti noi non sprecarlo”.

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