Uno dei guru tecnologici del nostro paese, Salvatore Aranzulla, che attraverso il suo sito ha risposto per decenni a tutti i dubbi degli italiani, grazie a pagine ottimizzate per rispondere ai quesiti degli utenti in modo semplice e veloce, è stato spazzato via dall’intelligenza artificiale.
A 36 anni, il divulgatore scientifico più famoso d’Italia deve fare i conti con l’evoluzione tecnologica che ha modificato il modo di cercare su internet. Oggi, i motori di ricerca attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale creano delle preview di risposta prendendo le informazioni direttamente dai siti internet indicizzati. Di conseguenza, gli utenti non arrivano più sul sito dove sono presenti le informazioni, ma li leggono in anteprima sul proprio browser di ricerca.
Partito dal piccolo paesino siciliano di Mirabella Imbaccari, Aranzulla era diventato uno dei tormentoni del web: il più cercato e cliccato. “Il problema”, dichiara Aranzulla, “é che il contesto in poco tempo è cambiato. Oggi si lavora molto di più per ottenere molto di meno. Nel 2022 potevo contare un reddito di 3,8 milioni di euro e avevo più clic di Amazon, ma ora il margine di guadagno è praticamente calato di oltre il 70 per cento e i miei click si sono dimezzati”.
Nel 2004 la pagina aranzulla.it arrivava ad un milione di visitatori al giorno, oggi invece sono meno di 500.000. Se da un lato la redditività reale è sprofondata, il fatturato è comunque stato abbastanza positivo. “I margini vengono erosi anche perché abbiamo dovuto cambiare strategia”, ha spiegato l’imprenditore, “ad esempio acquistando traffico e pagando un posizionamento presso i motori di ricerca, così da essere più in alto sia per il lettore, che fa una ricerca online, che per l’intelligenza artificiale”.
Aranzulla, colui che otteneva sempre il primo posto di ricerca su ogni argomento tecnologico grazie alla propria bravura online, adesso è obbligato a pagare i colossi del web per continuare ad esistere. Il contrappasso è evidente.




