Sant’Agata ha riabbracciato il suo popolo questa mattina dopo la tradizionale messa dell’aurora momento liturgico che dà il via ai festeggiamenti dedicati alla Santa Patrona di Catania. Tra migliaia di fedeli con i sacchi bianchi che sventolavano i loro fazzoletti in segno di saluto alla loro “Santuzza”, il busto di Sant’Agata insieme allo scrigno contenente le sue reliquie, è uscito dalle mura della cattedrale e, posizionato sul fercolo vestito di garofani rosa in segno del martirio di Agata, ha iniziato il giro esterno per le vie cittadine.
Quella di quest’anno è un’edizione speciale della festa nel segno del Giubileo Agatino che celebra il novecentesimo anniversario del ritorno delle reliquie di Sant’Agata da Costantinopoli. Nel 1040 le reliquie di Sant’Agata furono trafugate per volere dal generale bizantino Giorgio Maniace e portate a Costantinopoli. Dopo 86 anni, nel 1126 i soldati Gisliberto e Goselmo, sognarono la Santa che gli chiedeva di riportare a casa le sue spoglie, cosi i due militate eseguirono il suo ordine. Il vescovo Maurizio, consapevole dell’importanza storica e spirituale di quel ritorno, ordinò a tutti i cittadini dii partecipare alla processione a piedi nudi e vestiti di bianco, come segno di purezza e devozione.
Questa mattina alla Messa dell’Aurora l’arcivescovo di Catania Luigi Renna ha usato parole forti pregne di significato morale e sociale. Un invito a vivere con coerenza e responsabilità la devozione alla martire catanese. Parole nette rivolte anche ai politici della nostra città “la vostra responsabilità è la forma più alta di carità – ha affermato – perché molto del bene comune dipende anche da voi. A volte – ha detto – può capitare di sbagliare, abbiate allora l’umiltà di chiedere scusa e di ricominciare umilmente a ricostruire il vostro ruolo per il bene comune.”.
Durante l’omelia Renna ha distinto tra martiri della fede e martiri civili, verso i quali è comunque doveroso rivolgere la memoria pubblica, ricordando Don Pino Puglisi i giudici Falcone e Borsellino, Pippo Fava e Serafio Famà. Infine l’arcivescovo ha poi affidato tutte le donne vittime di violenza a Sant’Agata “vi sostenga con la sua fede e faccia sì che la vostra vita affettiva sia sempre guidata da quella fortezza d’animo che lei stessa ha avuto” ha concluso l’arcivescovo.
Monsignor Barbaro Scionti prima dell’inizio del giro esterno della festa ha ricordato le parole delle da Papa Giovanni Paolo II durante la sua visita a Catania: “Avete Sant’Agata dalla vostra parte: lei vi aiuterà”.





