La Sicilia è ancora nel cuore del ciclone Harry. Il versante orientale resta il più colpito, a causa di forti mareggiate, piogge incessanti e violente raffiche di vento. A A titolo precauzionale, restano 190 le persone evacuate in diversi comuni, da Messina a Siracusa passando per il catanese. L’allerta resta massima. Le province più a rischio, secondo il bollettino diffuso dalla protezione civile sono Enna, Messina, Catania – dove i vigili del fuoco hanno già espletato oltre 50 interventi, Siracusa e Ragusa dove è stata diffusa l’allerta rossa. L’allerta resta arancione per Caltanissetta, Palermo, Agrigento e Trapani dove nelle ultime 24 ore sono 100 gli interventi dei pompieri registrati.
Nella frazione marinara di Mazzeo, a Taormina per la forza del mare il tempesta è crollato il muro di sostegno della piazza Salvo D’acquisto. Il sindaco Cateno De Luca sta valutando la possibilità di evacuare il borgo marinaro. Nel messinese, invece, è esondato il fiume Agrò e la Statale 114, Orientale Sicula”, all’altezza di Sant’Alessio Siculo è stata inondata. Ad enna Enna le linee fisse telefoniche si sono interrotte. Isole Eolie ad alto rischio idrogeologico.
Intanto, nella sede di San Giovanni La Punta il direttore generale del Dipartimento di Protezione civile Salvo Cocina continua a dirigere il Centro operativo avanzato per il coordinamento degli interventi. Ancora una volta, Cocina raccomanda alla popolazione la massima precauzione e il rispetto rigoroso delle ordinanze e dei divieti. Anche gli ospedali hanno invitato la cittadinanza a recarsi sul posto solo se strettamente necessario.
Per una leggera tregua, invece, bisognerà attendere la mattina di domani, mercoledì 21 gennaio.





