Allagata d’inverno, in preda ai roghi d’estate. Con strade gravemente danneggiate, discariche abusive, marciapiedi impraticabili e una rete di pubblica illuminazione ridotta ai minimi termini. E, soprattutto, con un traffico che nei periodi di esodo e rientro dalle vacanze può trasformare la zona in una vera e propria trappola per migliaia di automobilisti.
È il quadro della zona industriale di Catania, un’area vasta quanto una città di medie dimensioni che continua a fare i conti con degrado, carenze infrastrutturali e interventi che, secondo residenti, commercianti e rappresentanti del territorio, tardano ad arrivare.
Uno dei problemi più evidenti riguarda proprio la viabilità. Durante l’esodo estivo e, soprattutto, nelle giornate del grande rientro dalle vacanze, le principali arterie della zona vengono attraversate da un flusso enorme di pendolari, lavoratori e automobilisti diretti verso Catania e le altre località della provincia. Le lunghissime code possono paralizzare la circolazione per ore, con ripercussioni sull’intero sistema viario della periferia sud. Una situazione che diventa ancora più critica quando si verifica un incidente stradale. Basta un sinistro lungo una delle arterie principali per provocare effetti a catena, blocchi e rallentamenti chilometrici, con automobilisti costretti a procedere a passo d’uomo e intere porzioni della zona industriale che finiscono rapidamente in tilt. «Il dato più allarmante è che questa parte della periferia sud sta morendo tra l’indifferenza generale – spiega il pendolare Orazio Cosentino–. Non è solo la crisi, ma soprattutto la mancanza di interventi sulla viabilità e sulla sicurezza a far fuggire quegli imprenditori che in questa parte di Catania hanno voluto scommettere».
La situazione peggiora nelle ore serali, quando la quasi totale mancanza di illuminazione rende ancora più difficile e pericolosa la circolazione. Gli automobilisti sono costretti a procedere con estrema prudenza, mentre per i pedoni attraversare la zona diventa una vera sfida. Tra marciapiedi dissestati, percorsi impraticabili e parcheggio selvaggio di auto e furgoni, infatti, molti finiscono per camminare direttamente sulla carreggiata, nonostante in zona non manchino gli spazi destinati alla sosta. «È una situazione vergognosa – afferma l’abitante Ignazio Cosenza –. Un pessimo biglietto da visita per i numerosi clienti e addetti ai lavori che arrivano in questa zona da tutta la Sicilia. Ladri di rame e ghisa hanno fatto piazza pulita di tutto il materiale possibile e ora noi ne paghiamo le conseguenze».
I furti, infatti, hanno contribuito a peggiorare una situazione già compromessa. Ma i problemi non finiscono qui. I percorsi pedonali che conducono a capannoni e stabilimenti, in alcuni casi, sono abbandonati da decenni. E poi ci sono le discariche abusive. Montagne di rifiuti di ogni tipo, anche materiali potenzialmente pericolosi come l’eternit, abbandonati tra sterpaglie e terreni incolti. «Qui la sera è meglio evitare la zona perché lo scarico è continuo – racconta il camionista Girolamo Malaponti –. Qualche volta danno fuoco alla spazzatura e l’aria diventa irrespirabile».
Dal decoro alla viabilità il quadro non cambia. Cartelli stradali danneggiati, abbattuti o nascosti dalla vegetazione rappresentano una presenza ormai abituale. Per chi non conosce la zona orientarsi diventa difficile e questo contribuisce ad aumentare i rischi per chi si mette alla guida. La prova di quanto accada quotidianamente sarebbe anche lungo i bordi della carreggiata, dove restano ancora numerosi pezzi di automobili, testimonianza degli incidenti che si sono verificati nel tempo.
E così la zona industriale continua a vivere una contraddizione sempre più difficile da ignorare: un territorio strategico per l’economia catanese, attraversato ogni giorno da migliaia di lavoratori e frequentato da imprese e attività commerciali, che convive con condizioni infrastrutturali e ambientali incompatibili con il ruolo che dovrebbe svolgere.




