In pieno boom fotovoltaico anche Amazon investe massivamente sullo sviluppo e l’utilizzo di questa tecnologia in Europa. L’azienda punta ad alimentare tutti i suoi progetti di Ai e Cloud Computing attraverso impianti solari.
In italia attualmente sta finendo la messa a punto di otto progetti: sette di questi si trovano in Sicilia e l’ottavo in Friuli. Oltre agli impianti costruiti da zero, Amazon possiede anche 32 siti logistici già dotati di impianti fotovoltaici.
L’energia rinnovabile prodotta viene utilizzata dall’azienda e se vi è un eccesso di produzione, viene immessa nella rete elettrica nazionale. L’obiettivo è quello di raggiungere le zero emissioni entro il 2040 e ridurre il consumo di acqua necessaria al raffreddamento dei Data Center.
L’ultimo impianto realizzato si trova nella Valle del Belice, ha una grandezza di circa 400 ettari ed è stato realizzato in collaborazione con la Capital Dynamics. Si tratta di un “campo agrivoltaico” che significa che all’interno dello stesso appezzamento di terreno si coltiveranno delle culture agricole.
Se da un lato i cittadini apprezzano la volontà del marchio di investire al sud, dall’altro c’è grande preoccupazione per il possibile sfruttamento non regolamentato di risorse idriche.
Recentemente, in Irlanda proprio Amazon è stata vittima di una polemica legata allo sfruttamento intensivo delle falde acquifere della città di Dublino, causando addirittura sovraccarichi sulla rete idrica locale. L’azienda ha però contestato fortemente l’accusa, asserendo di utilizzare sistemi di evaporazione diretta dell’acqua che ne richiedono solo piccolissime quantità.
Per il raffreddamento dei suoi Data Center, infatti, l’azienda ha messo a punto un sistema ibrido aria-liquido, in cui l’aria passa attraverso una spugna bagnata e si rinfresca, raffreddando l’ambiente.
Non tutti però sono concordi col fatto che questa nuova tecnologia riesca fattivamente ad eliminare l’annoso problema dello spreco d’acqua, nonostante la dichiarazione di Amazon che i suoi Data Center siano “sette volte più efficienti rispetto alla media di settore e che utilizzano in un anno la stessa acqua che un campo di golf usa in due giorni”.
A proposito degli investimenti effettuati in Italia, Amazon ha dichiarato attraverso la propria Responsabile Web Services Giulia Gasparini che: “È evidente che stiamo vivendo un’epoca molto particolare. Tra qualche anno guarderemo a questo periodo come un momento di svolta. La domanda crescente per AI e e-computing sta creando un aumento della domanda energetica dei data center e una pressione costante sulle reti elettriche. Secondo noi, crescita digitale, innovazione e sostenibilità non sono in conflitto. Riteniamo invece che si influenzino positivamente. In Amazon puntiamo su crescita digitale, innovazione e sostenibilità percorrendo tre direttrici fondamentali: l’efficienza infrastrutturale dei Data Center, le fonti energetiche Carbon Free e l’innovazione tecnologica come strumento che aiuta a migliorare il modo in cui affrontiamo i problemi. La domanda vera è: possiamo permetterci di non usare queste tecnologie per affrontare le sfide che il cambiamento climatico ci mette di fronte?”




