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Cronaca

Caltagirone: sequestro beni per 600 mila euro ad una società di telecomunicazioni

redazioneredazione
1 giugno 2026
2 min di lettura
Caltagirone: sequestro beni per 600 mila euro ad una società di telecomunicazioni

I Finanzieri del comando provinciale di Catania hanno eseguito il sequestro impeditivo, finalizzato a evitare l’aggravamento delle conseguenze dei reati commessi, delle quote societarie e dell’intero compendio aziendale della società Nuove tecnologie telefoniche impianti (Ntti) Srl di Caltagirone, operante nel settore dell’installazione di apparecchi elettrici ed elettronici per telecomunicazioni, per un valore stimato di circa 600 mila euro.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Catania su richiesta della Procura etnea su indagini del nucleo di Polizia economico-finanziaria sulla società in liquidazione giudiziale gravata da debiti erariali e previdenziali per oltre 3,2 milioni di euro.

Il Gip ha nominato un amministratore giudiziario per consentire il proseguimento dell’attività imprenditoriale. La Procura di Catania contesta la bancarotta fraudolenta, aggravata dal danno di rilevante entità, ai coniugi Rosetta Monastra, 53 anni, e Rosario Guarriera, 54 anni, e al cugino di quest’ultimo Orazio Salvatore Marchese, di 58 anni. Secondo l’accusa “avrebbero attuato uno schema illecito diretto a depauperare il patrimonio della società indebitata a favore di un’impresa di nuova costituzione riconducibile agli stessi imprenditori”.

Inoltre, contesta la Procura, sarebbe emerso che Guarriera, in qualità di amministratore di fatto, e Monastra, quale amministratrice di diritto della società fallita, “oltre ad avere distratto una somma di circa 540.000 euro dai conti correnti aziendali, giustificandoli come rimborsi spese e anticipazioni a proprio favore, avrebbero ceduto alla nuova società, formalmente amministrata dal cugino Marchese, ma in concreto gestita da Guarriera, il ramo d’azienda, trasferendo il personale dipendente, l’avviamento, le attrezzature, gli automezzi e le commesse in atto con un importante operatore nazionale del settore delle telecomunicazioni”.

La società acquirente, spiega la Procura, “si sarebbe fatta carico esclusivamente del debito del trattamento di fine rapporto maturato dai dipendenti trasferiti alla newco, senza dunque alcun trasferimento effettivo di denaro”. “Da ciò – accusa la Procura di Catania – sarebbe derivato, in altri termini, un trasferimento solo formale considerato che la nuova società avrebbe condiviso con la old company la compagine gestoria, gli asset, i contratti, il know-how e la stessa sede operativa”.

ANSA

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