CATANIA. Un bacio al teschio-reliquia di Sant’Agata. Tanto (o poco) è bastato a scatenare una valanga di commenti social al vetriolo contro il sindaco di Catania, Enrico Trantino. Sul banco degli imputati il primo cittadino c’è finito per “una cessione vergognosa alla superstizione necrofila e ai riti tribali“, per dirla come ha duramente apostrofato lo Uaar: leggasi, l’Unione degli agnostici atei e razionalisti etnea.
Botta e risposta
Le celebrazioni del giubileo agatino, a 900 anni dalla traslazione delle reliquie della Santa, più che la fede e la devozione in queste ore ha portato all’avvelenamento di un clima già teso per via (anche) delle restrizioni imposte per la partecipazione in piazza Duomo e in Cattedrale.
“Qualcuno osserva che avrebbe voluto rivolgere una preghiera a Sant’Agata e che, con gli accessi contingentati, non gli è stato permesso. Preciso che la nostra Patrona è rimasta sull’altare, visibile a tutti per l’intera giornata di ieri; e lo sarà anche oggi fino alle 12. Con una ostensione eccezionale nei giorni del 21 e 22 luglio.
Mai Sant’Agata, per il rito di agosto, è stata così presente tra i suoi cittadini come quest’anno”, ha puntualizzato il primo cittadino.
La polemica su Sant’Agata
La polemica sul bacio però si è tutt’altro che sopita.
“Desidero esprimere la mia solidarietà al Sindaco Enrico Trantino, bersaglio in queste ore di attacchi del tutto gratuiti, volgari e privi di qualsiasi costruttivo senso critico – ha provato a smorzare il presidente dell’assise catanese, Sebastiano Anastasi -.
Il ruolo che ricopro mi impone di ribadire il massimo e assoluto rispetto per la libertà di pensiero, di espressione e di parola, nonché per le diverse sensibilità che arricchiscono la nostra società. Tuttavia, esiste un confine invalicabile che separa la legittima dialettica democratica dall’aggressione verbale. Trasformare il dissenso o la diversa opinione in una vera e propria gogna mediatica è un atto inaccettabile, gravemente lesivo della dignità umana e personale”.
Presa di posizione arrivata anche dalla giunta di Palazzo degli elefanti: “Le invettive rivolte al Primo Cittadino sono frutto di una strumentalizzazione malevola e inaccettabile. In un momento storico straordinario, il Sindaco ha rappresentato tutti i catanesi con sincerità e commozione.
La Giunta al completo è al suo fianco nel percorso di rinnovamento della città e si stringe attorno a Sant’Agata, simbolo e guida della nostra comunità”.
La città e le emergenze
Tutto rientrato? Macché. L’impressione è che la questione è destinata a restare centrale ancora per diversi giorni. Come se già le emergenze non mancassero.




