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Ddl servizio idrico, la reazione del sindaco Corsaro (direttivo Anci): “Governo ascolti i territori”

Melania TanteriMelania Tanteri
28 maggio 2026
2 min di lettura
Ddl servizio idrico, la reazione del sindaco Corsaro (direttivo Anci): “Governo ascolti i territori”

Ddl per la riforma del servizio idrico da parte della Regione, scattano le prime proteste. A inviare un commento all’operazione stabilita dalla giunta Schifani che intende modificare il settore, azzerando i 9 Ato e riducendoli a un Ambito territoriale ottimale unico.

Con il Ddl, viene, inoltre, istituita l’Autorità idrica siciliana (Ais), ente pubblico non economico rappresentativo di tutti i Comuni siciliani, che eserciterà una governance uniforme su tutto il territorio regionale. I nove sub-ambiti gestionali diventeranno organi periferici dell’Ais con funzioni propositive e di consultazione. 

Il Ddl introduce, inoltre, il principio della tariffa media ponderata regionale che, attraverso meccanismi perequativi e compensativi, punta a una ripartizione più equa dei costi del servizio idrico tra i cittadini siciliani. In termini di tutela sociale viene garantito l’accesso universale all’acqua, mediante l’erogazione giornaliera di 50 litri per persona, e l’integrazione del bonus idrico nazionale per l’utenza meno abbiente.

“La riforma del servizio idrico riguarda direttamente i cittadini e i territori, per questo i sindaci devono avere un ruolo centrale nel confronto e nelle scelte da assumere, specie in questo momento di forti tensioni dovute al passaggio al gestore unico. Di tutto ciò occorre tenere conto” – tuona il sindaco di Misterbianco (Ct) Marco Corsaro, presidente della Commissione nazionale Anci Mezzogiorno e Politiche per la Coesione e componente del direttivo regionale Anci Sicilia.

“La riforma può diventare un’occasione utile per correggere le distorsioni e rendere più efficiente il sistema – prosegue Corsaro – ma servono idee chiare, tempi certi e soprattutto un iter realmente partecipato. In una fase già complessa, non si può immaginare una riorganizzazione del settore che non tenga conto del ruolo dei Comuni, sui quali ricadono quotidianamente responsabilità, pressioni e costi sociali”.

“Occorre affrontare con attenzione anche i nodi come il rapporto con i gestori unici e le garanzie per i cittadini, le tutele occupazionali e i contratti esistenti. Su tutto questo – conclude l’esponente Anci – la voce dei sindaci deve essere ascoltata e valorizzata. Come Anci promuoveremo presto un incontro pubblico per fare il punto e ascoltare le istanze locali”.

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