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Italia/Mondo

Il trend di TikTok che sfida Scientology

Giovanni LombardoGiovanni Lombardo
16 maggio 2026
2 min di lettura
Il trend di TikTok che sfida Scientology

L’ultimo trend di TikTok che sta impazzando in America e nel resto del mondo si chiama “Scientology SpeedRun” e riguarda una corsa folle e senza meta all’interno delle chiese di Scientology.

Diverse persone si riuniscono in gruppi, vestendo costumi particolari, tipo i Minions, Gesù, SuperMario e tanti altri, spalancano le porte delle chiese e iniziano a correre all’impazzata filmando tutto finché non vengono fermati da qualcuno.

La reazione di chi lavora all’interno delle strutture fa il resto: personale della sicurezza, receptionist, amministrativi; tutti cercano di fermare i corridori. Più tempo si percorre senza essere fermati, più si guadagna fama. È come se fosse un videogioco con un livello da superare.

Al momento contenuti del genere stanno accumulando milioni di visualizzazioni. Scientology è uno spazio che è sempre stato considerato impenetrabile, quasi proibito. Spesso l’organizzazione è stata infatti accusata di una forte segretezza interna e di una struttura gerarchica non identificabile esternamente, motivi per cui su internet questo genere di video ha un po’ ricordato la misticità e il brivido che si potrebbero percepire in un posto totalmente off limits, come ad esempio all’interno dell’area 51.

In realtà diverse sedi di Scientology organizzano dei tour per far avvicinare il pubblico alla propria dottrina, ma si tratta di visite guidate, sotto la supervisione dello staff. Diversa invece è la SpeedRun: un micro racconto fatto di riprese rapide, senza autorizzazioni e senza attrezzature, in spazi reali.

Una sfida nata in America e poi diffusasi in tutto il mondo dato che Scientology è radicata ovunque. Addirittura a Sydney, si sono radunate così tante persone davanti a un edificio di Scientology che la polizia è dovuta intervenire preventivamente.

In risposta al trend, alcune chiese di Scientology hanno dovuto modificare gli accessi per renderli meno diretti. Forti critiche da parte dell’istituzione religiosa che ha definito il trend “fuori controllo” e “irrispettoso” verso le credenze personali e la libertà di culto.

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