il presidente della Regione Renato Schifani avrebbe “mentito ai siciliani dicendo pubblicamente che voleva togliere la Italo Belga salvo poi ‘richiamare’ il dirigente che voleva applicare la legge”, ha dirlo è Ismaele La Vardera, che a 12 giorni di distanza dalla conferenza stampa in cui ha annunciato “prove inoppugnabili”, pubblica quella che presenta come la registrazione di una telefonata tratta lo stesso La Vardera, deputato regionale e leader di Controcorrente, e Calogero Beringheli, dirigente generale del dipartimento dell’Ambiente.
Beringheli, il burocrate della Regione che ha firmato la revoca della concessione della spiaggia di Mondello alla Italo Belga, riferisce a La Vardera di un colloquio che avrebbe avuto con il presidente della Regione alla presenza dell’assessore Savarino. Il presidente della Regione avrebbe fatto “pressioni politiche sui vertici amministrativi della Regione” dicendo “una cosa pubblicamente, ma dentro i palazzi della Regione Siciliana voleva esattamente il contrario”.
Dalla Regione arriva una nota con l’immediata risposta del Presidente Schifani, “In riferimento alle dichiarazioni diffuse nelle ultime ore sulla revoca della concessione alla società Italo-Belga, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, ritengono opportuno e doveroso ristabilire con chiarezza i fatti, evitando ricostruzioni fantasiose e speculazioni politiche”, si legge nella nota.
“L’incontro richiamato – affermano Schifani e Savarino – è effettivamente avvenuto a Palazzo d’Orléans ed erano presenti, oltre al presidente della Regione, l’assessore Savarino e il dirigente generale del dipartimento Ambiente, Calogero Beringheli. È necessario precisare che, al momento della riunione, il provvedimento di revoca della concessione demaniale era già stato adottato dagli uffici competenti, regolarmente pubblicato ed era pienamente efficace ed esecutivo. – la nota prosegue, spiegano Schifani e Savarino – risulta del tutto infondata qualsiasi ricostruzione che lasci intendere pressioni politiche o tentativi di interferenza sull’operato del dirigente responsabile del procedimento”.




