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OpenAI risolve (copiando) uno dei “problemi del millennio”

Giovanni LombardoGiovanni Lombardo
13 settembre 2026
3 min di lettura
OpenAI risolve (copiando) uno dei “problemi del millennio”

L’intelligenza artificiale è riuscita a risolvere uno dei problemi matematici più difficili del millennio: le equazioni di Navier-Stokes, riguardanti il movimento dei fluidi e la descrizione del fenomeno della “turbolenza”.

Queste equazioni sono fondamentali per l’idrodinamica dei fluidi comprimibili, vale a dire il comportamento di fluidi la cui densità può variare a causa di temperatura e pressione, le quali vengono usate per descrivere come si muove l’aria attorno ad un aeroplano, l’acqua in un tubo e molto altro.

La comprensione di queste equazioni sono considerate tra i problemi del millennio. Vale a dire dei quesiti matematici, non ancora decifrati, istituiti dal “Clay Mathematics Institute”, una fondazione con sede a Cambridge, che si occupa della conoscenza matematica e scientifica.

Sono considerati così importanti che vi è un premio in denaro di un milione di dollari per ciascun quesito risolto. Attualmente, l’unico tra questi è stato la “congettura di Poincaré”, elaborato da parte del matematico russo Grigori Perelman.

“La nostra dimostrazione mostra che esistono fluidi che in condizioni di assoluta normalità, in base alle equazioni di Navier-Stokes, raggiungono una velocità infinita in un tempo finito”, ha dichiarato un informatico di OpenAI. “E poiché tale comportamento è fisicamente impossibile per un fluido reale, ciò suggerisce che in determinate circostanze le equazioni potrebbero non rispacchiare fedelmente la realtà fisica”.

Parlando della scoperta, OpenAI dice di aver utilizzato un modello evoluto di ChatGPT che starebbe avendo risultati senza precedenti. Descrivendo di aver impiegato oltre 10.000 agenti di intelligenza artificiale per risolvere il problema in 11 ore, con costi di calcolo intorno ai 15 milioni di dollari.

L’azienda OpenAI ha descritto il successo ottenuto come “un traguardo per la ricerca scientifica”, ma nella comunità matematica si è accesa una disputa riguardante la reale paternità della scoperta.

Due scienziati, avevano diffuso un documento online del proprio lavoro poco tempo prima e riguardava proprio alcuni passaggi intermedi per arrivare alla soluzione del quesito. I due studiosi, hanno detto di aver lavorato per tantissimo tempo sul problema, utilizzando anche l’intelligenza artificiale di OpenAI. Ecco perché a detta loro, l’azienda avrebbe usato il lavoro della coppia per istruire i suoi agenti e poi non gli avrebbe dato il merito.

OpenAI dal canto suo rifiuta l’accusa, dicendo di “non aver copiato il lavoro dei due scienziati, ma di non poter escludere che l’intelligenza artificiale lo abbia utilizzato per risolvere il problema”. E in ogni caso, ha affermato di “non voler riscuotere nessun premio in denaro”.

La comunità scientifica però resta in allerta: l’intelligenza artificiale sta avendo risultati storici per quanto riguarda il campo della matematica e della fisica, ma vista l’esperienza dei due matematici, ci si inizia a chiedere: a spese di chi?

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