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Italia/Mondo

Stop alle targhe polacche

Giovanni LombardoGiovanni Lombardo
22 agosto 2026
2 min di lettura
Stop alle targhe polacche

I veicoli immatricolati all’estero ma utilizzati in Italia dovranno avere una polizza RC stipulata con una compagnia italiana oppure, con una compagnia estera autorizzata ad operare all’interno del paese.

Questa la novità introdotta dal Codice della strada per eliminare la piaga delle targhe polacche. Al momento si tratta solo di una bozza, ma presto diverrà legge.

Quello delle targhe estere è un fenomeno che non è del tutto nuovo in Italia. Tempo fa si usavano le targhe tedesche, soppiantate successivamente da quelle bulgare. Oggi dilagano le targhe polacche.

Un fenomeno diffuso soprattutto a Napoli e nel sud Italia. In pratica, pur vivendo in Italia, i cittadini intestano i propri veicoli ad una società estera e li riprendono con un contratto di noleggio o di leasing. In questo modo evitano di stipulare un’assicurazione italiana, risparmiando su imposte e premi assicurativi e sfruttano un vuoto normativo che non permette facilmente alla Polizia Municipale italiana di notificare le multe all’estero.

In pratica, tutti coloro che avevano un’assicurazione estera, potevano infrangere le norme stradali senza ricevere nessuna notifica. Le cose però sono cambiate. Adesso registrando un veicolo estero vi sarà l’obbligo di assicurazione con un’impresa italiana o estera, ma autorizzata ad operare in Italia. Così facendo, rivolgersi all’estero diventerà molto meno conveniente. Inoltre, anche chi utilizzerà assicurazioni straniere riceverà le multe e potrà essere identificato come tutti gli altri automobilisti.

Il fenomeno riguarda attualmente circa decine di migliaia di veicoli. “Come MIT intendiamo intervenire con decisione su questo tema, nel rispetto delle convenzioni internazionali per garantire il principio sacrosanto che, utilizzare stabilmente in Italia un veicolo con targa estera deve essere tracciabile, quindi bisogna avere una copertura assicurativa italiana autorizzata nel nostro paese e immatricolare il mezzo qui oppure registrare la vettura al REVE, il registro dei veicoli con targa estera”, ha dichiarato il Sottosegretario del MIT Tullio Ferrante. “L’utilizzo della targa estera non può diventare uno strumento per sottarsi alle regole. Vogliamo garantire che chi circola stabilmente sulle nostre strade sia adeguatamente coperto e che le eventuali vittime di un sinistro non si trovino prive di una tutela adeguata. La linea è quindi chiara: più controlli, tracciabilità, adeguate garanzie e assicurazioni per chi utilizza stabilmente una targa estera. Si tratta di intervenire per contrastare gli abusi e salvaguardare chi rispetta le regole”.

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