Il Catania tocca quota 27 ed è sempre più solo in testa alla classifica, staccando di 8 punti il Lamezia Terme che perde in casa del San Luca. Partita vibrante al Massimino, con il Città di Sant’Agata che ha provato in tutti i modi a rovinare la festa degli uomini di Ferraro. La squadra peloritana gioca un bel calcio, è in palla e tiene “botta”, inseguendo il pari sino alla fine.
Il mister schiera la solita formazione dei suoi “primi tempi” con l’unica eccezione del rientro tra i pali di Bethers. Per il resto, linea difensiva a 4 con Rapisarda, Somma, Lorenzini e Castellini, a centrocampo Lodi sul ponte di comando a dirigere le operazioni con Vitale e Rizzo esterni, in avanti il trio dei “miracoli” composto da Sarno, Sarao e Forchignone.
La partenza del Catania è lenta e il Città di Sant’Agata si affaccia subito dalle parti di Bethers, mostrando abilità nel palleggio e solida organizzazione di gioco. Ma al 18° il Catania passa: azione prolungata sulla destra, Sarno mette in mezzo un pallone invitante che Rapisarda colpisce di collo pieno. È una sassata che sbatte sotto la traversa e finisce in rete. Le cose si mettono subito bene per i giovanotti di Ferraro che non forzano più di tanto, aspettando adesso l’avversario. Il raddoppio arriva al 35°: l’azione si sviluppa sempre sulla destra, palla che attraversa tutta l’area e viene spizzata da Sarao, pallonetto per Vitale e appoggio morbido di testa con palla in busta e tanti saluti. Il tempo si chiude con il doppio vantaggio del Catania ma i giochi non sono ancora fatti.
La sorpresa arriva nella ripresa: il Città di Sant’Agata non ci sta a fare la vittima sacrificale e riparte con ordine e lucidità. Atteggiamento che viene premiato al minuto 53: rinvio corto di Rapisarda, Lodi non arriva in tempo per spazzare e Scolaro anticipa tutti con un drop soffice e incontrastato. Il Città di Sant’Agata ci crede e raddoppia le forze, ingaggiando spesso un pressing “irriverente” sui portatori di palla etnei. Ferraro dà il via ai cambi: dentro Jefferson per Sarao, Russotto per Sarno e Palermo per Lodi. È un’iniezione di freschezza che produce subito i suoi effetti. Al 71° un’azione prolungata porta Forchignone in buona posizione, il ragazzo viene atterrato in area e il signor Silvestri non ha esitazioni nella concessione del penalty: batte Jefferson, palla di precisione a mezza altezza e portiere spiazzato. È il 3 – 1 ma la partita non è ancora finita. Il Città di Sant’Agata, sostenuto da una cinquantina di tifosi giunti a Catania dopo “la chiamata alle armi” dell’amministrazione comunale, non si smonta e continua ad attaccare con belle trame di gioco. Trascorrono appena 9 minuti e i biancazzurri vanno a segno. Rizzo sbaglia il tempo in area e aggancia Maesano, è calcio di rigore: sul dischetto si porta Bonfiglio che consegna alla sua gente il secondo sigillo. Di qui in poi solo qualche “corpo a corpo” robusto, i rossazzurri addormentano la partita e portano a casa il nono successo consecutivo.
Oggi è stata dura. La squadra di Vanzetto ha dato filo da torcere al Catania, onorando l’impegno con disciplina, accortezza e un pizzico di sana spavalderia. Ma tutto è bene quel che finisce bene. Contava la vittoria ed è stata centrata ancora una volta, il distacco dalla seconda si fa più cospicuo e il Massimino gode senza freni in un crescendo rossiniano che porta le curve a intonare felici: “E se ne va, la capolista se ne va”. Questo Catania ha tante frecce al suo arco, una su tutte risulta determinante: l’entusiasmo.





