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Italia/Mondo

il Sud Italia e l’energia geotermica inesplorata

Giovanni LombardoGiovanni Lombardo
15 marzo 2026
3 min di lettura
il Sud Italia e l’energia geotermica inesplorata

Un nuovo studio dell’Università di Catania mostra come la Sicilia e la Calabria nascondono potenziali geotermici inesplorati, che potrebbero dare vita a fonti continue di energia pulita.

A capo del team di ricerca lo studioso Marco Viccaro, del Dipartimento di Scienze Biologiche e Geologiche Ambientali. Esperto di volcanologia e geotermia ha utilizzato, in sinergia con altre università e gruppi di ricerca stranieri, una serie di modelli avanzati per valutare il potenziale geotermico dei nostri territori.

“Si tratta di nuove tecniche importantissime per rilevare fonti di calore, quantificare esattamente di quanto si tratta e analizzarne la sostenibilità”, afferma Marco Viccaro. “L’obiettivo è quello della transizione energetica nell’ottica green. La geotermia nel sud Italia è una risorsa energetica rinnovabile che sta ricevendo sempre più attenzione per finalità legate sia alla climatizzazione sostenibile, sia alla produzione di energia elettrica da fonti green. In un territorio caratterizzato da elevata complessità geologica e da importanti anomalie termiche profonde, la sfida non è solo individuare il calore nel sottosuolo, ma quantificarlo in modo affidabile per valutarne l’effettivo utilizzo. Da tempo, presso l’Università di Catania, ho investito risorse umane e finanziarie per implementare la conoscenza al riguardo, con ottimi risultati già introdotti nella letteratura scientifica mondiale per quel che riguarda la Sicilia, con alcuni focus sulle sue isole minori, in particolare Pantelleria e le Isole Eolie. In particolare, sono stati utilizzati dei modelli termici 3D, integrati a dati geologici, geofisici e termici che ricostruiscono la temperatura del sottosuolo”.

In realtà questi studi si collegano ad un altro studio, fatto in precedenza e pubblicato dalla rivista “Geothermics” riguardante l’utilizzo della modellazione termica 3d, che tanto è stata utilizzata dal team di ricerca catanese.

Sull’utilizzo attivo di questi modelli, afferma lo studioso: “I nostri studi evidenziano come la modellazione termica 3D non sia solo un esercizio accademico, bensì uno strumento strategico al servizio della transizione energetica. La possibilità di integrare dati multidisciplinari in un’unica rappresentazione coerente del sottosuolo, permette di individuare le aree con maggior potenziale prima di passare alle fasi operative, nonché di valutare tutti gli scenari possibili di utilizzo per supportare la pianificazione territoriale e gli investimenti tecnologici. In un Sud Italia dove le risorse geotermiche sono ancora in parte inesplorate, questi modelli aprono nuove prospettive per la produzione energetica rinnovabile, continua, sostenibile e a basso impatto ambientale”.

In generale, ad oggi, si stima che le risorse geotermiche, se ben utilizzate, sarebbero in grado di sostituire il 42% di elettricità utilizzata nell’Unione Europea. Una rivoluzione green che potrebbe partire anche dal sud Italia.

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