“Navi bloccate a Hormuz, caos nei trasporti, prezzo del petrolio in risalita e alta tensione sui mercati. La guerracontro l’Iran rischia di creare una tempesta perfetta in grado di destabilizzare l’economia mondiale.
Nello stretto di Hormuz, nel golfo tra il Sud dell’Iran, gli Emirati Arabi Uniti e l’Oman, ieri erano ferme almeno 150 navi cariche di petrolio e gas naturale liquefatto”, si apprende da La Stampa.
Due petroliere colpite
“Due petroliere sono addirittura state colpite da proiettili che hanno provocato incendi. Msc, una delle più grandi compagnie di navigazione, ha adottato misure di emergenza nel golfo Persico per proteggere imbarcazioni ed equipaggi e ha virato verso porti sicuri. Msc ha inoltre sospeso le prenotazioni per le merci destinate al Medio Oriente fino a nuovo avviso.
Anche il colosso francese Cma Cgm, la compagnia tedesca Hapag-Lloyd e i giganti giapponesi della navigazione hanno preso misure analoghe a quelle di Msc.
Il rischio del rialzo del greggio
Dallo stretto di Hormuz passa un quinto dell’offerta globale di greggio e Gnl e per scongiurare un rialzo del prezzo dell’oro nero, l’Opec+, l’organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, ha annunciato un aumento della produzione ad aprile di 206 mila barili al giorno.
Per alcuni analisti la mossa potrebbe non essere sufficiente, qualora il greggio non riuscisse a transitare per un lungo periodo nel mare Arabico”.





